“ALTRI TOPINAMBUR” di Andrea Zanzotto
“Entro i manipoli qua e là sparsi
dei topinambùr lungo gli argini
ogni lustro del giallo si fa intimo
all’autunnale catarsi…”
così esordisce Andrea Zanzotto, il nostro recente più grande poeta, in odore di Nobel e cantore della nostra terra veneta violentata dal miracolo economico.
Zanzotto esordisce cantando le lodi del fiore giallo del Topinambur, le cui radici sono commestibili. Esse, con il loro sapore lievemente dolciastro, vagamente simile a quello del carciofo, per un breve periodo hanno insidiato, invano, il trono alla regina dei tuberi: la patata.
Il dandy dei fiori
Il fiore giallo del topinambur sboccia impetuoso d’autunno, quando ormai tutto sta già sfiorendo, quando sono già stati raccolti i frutti della bella stagione, quando ci si prepara ai rigori dell’inverno.
Proprio in questa stagione in cui la luce si fa ogni giorno più morbida, come addolcita dal miele, in questa stagione durante le quale le ombre si allungano come se qualcuno le stirasse, in questa stagione di transito, la stagione della transumanza, volendo citare un altro poeta che cento anni fa veniva omaggiato come “il vate” nazionale, ecco che lungo gli argini, lungo i fossi, tra le rovine e nei campi incolti, si fa strada con discrezione prepotente il fiore giallo del topinambur.
Il topinambur è sfuggente, lo trovi quando meno te lo aspetti, quando lo cerchi non lo trovi, ci passi davanti senza accorgetene, quando lo osservi con attenzione ti stupisce. È sempre stato davanti ai miei occhi, ma non l’ho visto per anni, davvero, non l’ho mai notato mentre lui c’è sempre stato, ma lo ha fatto con l’understatement dei gentiluomini. Il Topinambur è il dandy dei fiori come Lord Brummel, il cui imperativo è stato quello dell’eleganza senza apparire, senza ostentare. In questo nessuno tra i fiori ha mai fatto meglio del Topinambur,
La rivincita dell’autunno
Il topinambur è la rivincita dell’autunno, quando tutto ormai pare finito, quando tutto sembra destinato a finire, ecco che lui spunta dove meno te lo aspetti. Il topinambur fiorisce all’improvviso e si mostra a tutti con la sua bellezza sfacciata. Lui si esibisce spontaneamente, senza essere stato invitato da nessuno. Il suo giallo intenso è l’ultimo regalo del calore del sole. Nessuno si attende un simile ritorno di fiamma da una stagione che sta digradando lentamente. Il topinambur è la rivincita della mezza stagione. Il topinambur è la dimostrazione che anche la mezza età avanzata può regalarci bellezza selvaggia, anche la mezza età, ogni tanto, sa prendersi delle rivincite. È alla fine del giorno, intorno al tramonto, il momento della riflessione, l’istante in cui le giornate mostrano i colori più belli che ci lasciano senza fiato. Uno di quei colori è il giallo del Topinambur.