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#24 IL NEMICO È DENTRO DI NOI (parte 1)!


Ugo d'Aloja - 15 Ottobre 2025 - 0 commenti

Il Gorilla e il Socio

Mi sono sempre piaciuti i libri pubblicati da Sandrone Dazieri, lo scrittore “noir”.  Nel corso degli ultimi anni è uscita a suo nome una serie di titoli il cui protagonista rimane sempre il “Gorilla”. Si tratta di un buttafuori molto sgangherato coinvolto in investigazioni incredibili che lo mettono ogni volta in grossi guai. La sua caratteristica principale è quella di essere affetto da una particolare forma di schizofrenia per cui ogni volta che il Gorilla si addormenta prende possesso del suo corpo e della sua mente una seconda personalità completamente diversa dalla prima. Il Gorilla chiama il Socioquesta seconda personalità. I due non si piacciono, sono l’uno l’opposto dell’altro, non possono comunicare tra di loro se non con messaggi scritti su biglietti di carta scarabocchiati a mano che leggono al loro risveglio che avviene spesso nei luoghi più imprevedibili. Da questa premessa prendono l’avvio avventure burrascose a non finire.

  Che possa davvero esistere dentro di me o di voi un Socio occulto come quello che si è piazzato all’interno della mente del Gorilla?

Pongo meglio la domanda: “il Socio è solo una libera invenzione artistica dell’autore oppure esiste davvero una condizione assimilabile a questo disturbo?” 

Ognuno di noi ha un doppelgänger 

   Nel mondo reale le cose, di solito, non stanno come raccontato nei libri; nella vita vera sono molto più complesse. Una doppia personalità che agisce alla nostra totale insaputa è una licenza artistica, basata sulla descrizione di un tratto patologico di cui talvolta qualcuno di noi è vittima. Ma la natura è bizzarra ed imprevedibile; lo è molto più della nostra fantasia nel creare situazioni estreme. Pensandoci bene, il caso della presenza di un socio alloggiato al nostro interno è molto più frequente di quanto si possa immaginare. Non mi riferisco a coabitazioni come quella dei gemelli siamesi, una eventualità molto rara in cui due individui, per l’appunto gemelli, sono uniti nel corpo, ma mi riferisco a qualcosa che ciascuno di noi – nessuno escluso – ospita in sé: la propria mente. Si tratta di una entità astratta ma concreta che in determinati contesti è in grado di farci produrre comportamenti a dir poco subdoli. Noi umani, anche se siamo arrivati molto tardi rispetto alla nascita della vita sulla terra, siamo diventati presto dominanti su questo pianeta grazie alla nostra adattabilità e in ragione della capacità di saper comunicare anche cose che non esistono. Nel corso dei millenni siamo diventati capaci di trasmettere ai nostri simili le esperienze astratte che la nostra mente riesce ad elaborare. Questo, come ogni altro potere, possiede un lato oscuro.

La mente continuamente ci mente

   La Mente: lo strumento che ci ha permesso di colonizzare e dominare ogni angolo del pianeta.  La sua presenza ha molti vantaggi competitivi; ma ogni medaglia ha il proprio rovescio. La nostra mente ha una capacità di astrazione e di immaginazione di una tale forza da riuscire a ipotecare il nostro futuro basandosi sulle esperienze passate. L’esperienza pregressa condiziona sempre i nostri comportamenti. Così può succedere che il pensiero che si forma dentro di noi possa diventare auto-sabotante, può accadere che il pensiero si faccia giudicante.

 La mente continuamente ci mente, pian piano, e mentre trascorre il tempo ci imprigiona e noi, anche se lo sappiamo facciamo finta che non sia così.

La mente errante

   La dimensione temporale della nostra mente è stata definita benissimo da un medico di Bolzano, il dottor Vincenzo Di Spazio, come la MENTE ERRANTE. L’essere umano secondo Di Spazio è TEMPO INCARNATO (EMBODIED TIME); tutto ciò che accade nel corso della nostra esistenza è in grado di segnare così in profondità le nostre vite fino a stritolare le persone “facilitando le malattie e infine la morte”. Di per sé, una “mente errante” che aiuti a fissare i ricordi nel tempo è un grande vantaggio evolutivo; l’esperienza del passato ci evita di ripetere gli errori precedentemente compiuti facilitando il futuro che ci attende. Ma talvolta alcune esperienze molto traumatiche riescono ad installarsi profondamente non solo nella mente, ma anche nel corpo delle persone, impedendo il loro superamento. Così, ciclicamente, l’emozione traumatica vissuta riesce a riproporsi, condizionando la possibilità di vivere appieno la nostra vita.

Errare è umano

  Quando per la prima volta mi sono trovato a considerare questo punto di vista l’ho istintivamente liquidato come cinico o perlomeno bizzarro. A posteriori ammetto di essere stato superficiale. In seguito, approfondendo la materia, mi sono ravveduto perché dopo aver riflettuto ho colto il senso compiuto di questo pensiero. Con un certo sforzo ho compreso che il concetto di MENTE ERRANTE è basato su un approccio realistico che non ha nulla a che fare con un atteggiamento nei confronti della vita, pessimistico o ottimistico che sia, condizionato dal proprio carattere o dalla rielaborazione, superficiale o profonda, delle proprie esperienze. La realtà è che le cose stanno proprio così, ignorarlo o fare finta che non sia così non fa altro che perpetuare la nostra frenetica corsa sulla ruota del criceto. Una visione realistica di sé e di quanto ci circonda, meglio se scanzonata, è il primo passo sulla via della nostra liberazione. Siamo tutti coscienza e consapevolezza, usiamo queste risorse rendendoci conto che le soluzioni stanno sempre dentro di noi, agiamo non aspettandoci nulla, dall’alto o accanto che sia. 

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