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Rapporto Censis 2024: No comment


Ugo d'Aloja - 29 Agosto 2025 - 0 commenti

In occasione di questa puntata del Blog ho solamente copiato e incollato; non ho scritto una riga di mio pugno astenendomi da qualsiasi commento:

58° RAPPORTO CENSIS 2024 (copiato in toto da pagina 10 a pagina 12)

La fabbrica degli ignoranti

Benché in Italia gli analfabeti propriamente detti siano ormai una esigua minoranza (solo 260.000), mentre i laureati sono aumentati fino a 8,4 milioni, ovvero il 18,4% della popolazione con almeno 25 anni (erano il 13,3% nel 2011), la mancanza di conoscenze di base rende i cittadini più disorientati e vulnerabili.

Un quadro tragico in ogni ambito, a ogni età

Non raggiungono i traguardi di apprendimento: in italiano, il 24,5% degli alunni al termine del ciclo di scuola primaria, il 39,9% al terzo anno della scuola media, il 43,5% all’ultimo anno della scuola superiore (negli istituti professionali quest’ultimo dato sale vertiginosamente all’80,0%); in matematica, il 31,8% alle primarie, il 44,0% alle medie inferiori e il 47,5% alle superiori (anche in questo caso il picco si registra negli istituti professionali con l’81,0%).

Si palesano profondi buchi di conoscenza in tutte le fasce di età anche in relazione a nozioni che si sarebbe tentati di dare per scontate:

– con riferimento ai grandi personaggi e eventi della storia patria, il 55,2% degli italiani risponde in modo errato o non sa che Mussolini è stato destituito e arrestato nel 1943, il 30,3% (in questo caso il dato sale al 55,1% tra i giovani) non sa dire correttamente chi era Giuseppe Mazzini (per il 19,3% è stato un politico della prima Repubblica), il 30,3% non conosce l’anno dell’Unità d’Italia, il 28,8% ignora quando è entrata in vigore la Costituzione;

– con riferimento ai grandi personaggi e eventi della storia mondiale, il 49,7% degli italiani non sa indicare correttamente l’anno in cui è scoppiata la Rivoluzione francese, il 42,1% non conosce l’anno in cui l’uomo è sbarcato sulla Luna, il 25,1% ignora l’anno della caduta del muro di Berlino, il 22,9% non sa che Richard Nixon è stato un Presidente degli Stati Uniti (e non un grande calciatore inglese, come crede il 2,6%), il 15,3% non conosce Mao Zedong (o magari lo scambia per l’uomo più anziano del mondo, come fa l’1,9%) e, infine, il 13,1% non sa che cosa è stata la guerra fredda;

– con riferimento ai grandi scrittori e poeti italiani, il 41,1% degli italiani crede erroneamente che Gabriele D’Annunzio sia l’autore de L’infinito oppure non sa dare una risposta in merito, per il 35,1% Eugenio Montale potrebbe essere stato un autorevole presidente del Consiglio dei ministri degli anni ’50, il 18,4% non può escludere con certezza che Giovanni Pascoli sia l’autore de I promessi sposi e, infine, il 6,1% crede che il sommo poeta Dante Alighieri non sia l’autore delle cantiche della Divina Commedia;

– con riferimento ai capolavori dell’arte italiana, il 35,9% degli italiani cade nell’abbaglio di considerare Giuseppe Verdi l’autore dell’Inno di Mameli o comunque non ha una idea in proposito, invece per il 32,4% la Cappella Sistina potrebbe essere stata affrescata da Giotto o da Leonardo da Vinci, non da Michelangelo.

Si riscontra poi una preoccupante incapacità di collocare correttamente sulla carta geografica le città straniere, se il 23,8% degli italiani non sa che Oslo è la capitale della Norvegia, ma anche le città italiane, se il 29,5% non sa che Potenza è il capoluogo della Basilicata. Le difficoltà di calcolo lasciano perplessi, se per il 12,9% degli italiani la moltiplicazione di 7 per 8 non fa necessariamente 56.

E l’ignoranza regna sovrana anche in merito ai meccanismi istituzionali, visto che più di un italiano su due (il 53,4%) non attribuisce correttamente il potere esecutivo al Governo, bensì al Parlamento o alla magistratura.

Dall’ignoranza alla disinformazione

Sono dati che per molti italiani pongono il problema di una cittadinanza culturale ancora di là da venire. E che lasciano prevedere una condizione di ignoranza diffusa anche nel prossimo futuro, quando le attuali giovani generazioni entreranno nella vita adulta e dovranno occupare posizioni di responsabilità.

L’ignoranza è una minaccia anche per la democrazia, se per i cittadini diventa difficile decodificare le proposte politiche, riconoscendo quelle fondate su presupposti falsi o con fini manipolatori.

Nel limbo dell’ignoranza (del resto, per il 5,8% degli italiani il “culturista” è una “persona di cultura”) possono attecchire convinzioni irrazionali, pregiudizi antiscientifici, stereotipi culturali:

– per più di un quarto degli italiani (il 26,1%) gli immigrati clandestini presenti oggi in Italia sarebbero 10 milioni;

– il 20,9% è convinto che tramite la finanza gli ebrei dominano il mondo;

– il 15,3% crede che l’omosessualità sia una patologia con origini genetiche;

– il 13,1% ritiene che l’intelligenza delle persone dipenda dalla loro etnia;

– per il 9,2% la propensione a delinquere avrebbe una base genetica (si nasce criminali, insomma);

– e per l’8,3% islam e jihadismo sono la stessa cosa.

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